martedì 1 febbraio 2011

L'AMICIZIA-PADRE CAMILLO DE PIAZ

L'AMICIZIA

Per Padre Turoldo l'amicizia era paragonabile a un sacramento, a una necessità irrinunciabile da cui trarne anche la forza di combattere la solitudine e momenti di sgomento.
Padre David credeva nell'Uomo come immagine di Cristo e come tale, amico,  perché vive in lui Cristo stesso. L'amicizia come stimolo ad agire, a credere anche per chi non crede, a sperare nella fratellanza universale.

Per amicizia contribuì insieme a Padre Camillo de Piaz e Lucia Pigni Maccia a fondare la Corsia dei Servi in San Carlo a Milano, un ritrovo culturale e non.

Per amicizia raccolse fondi tra la Milano "bene" per Nomadelfia di don Zeno Santini.

Se vogliamo riassumere il suo senso dell'amicizia, basta leggere la sua bellissima poesia "io non ho mani".

La vita di Padre Turoldo fu contornata da tanti tantissimi amici, nominarli tutti è quasi impossibile.
Ne cito alcuni e mi scuso con gli altri che non sono certo meno.
Mario Apollonio, che lo incoraggiò a scrivere poesie e a pubblicare il suo primo libro "Io non ho mani"
Bontadini, che lo volle all'Università di Urbino come suo assistente
Giorgio La Pira, sindaco di Firenze con il quale collaborò negli anni ultimi di esilio
Don Zeno Santini, fondatore di Nomadelfia
Pier Paolo Pasolini, oltre che amico collaborò con Padre David al suo film "Gli ultimi"
Mons. G.Franco Ravasi, con il quale collaborò alla riedizione dei Salmi
il Vescovo Gaddi, che lo accolse al rientro dall'esilio in Fontanella di Sotto il Monte
e poi  Padre Balducci, il Monaco Ernesto Cardenal, Giorgio Luzzi, Don Abramo Levi, Rigoberta Menchù, Don Primo Mazzolari ecc.

Un posto d'onore credo doveroso darlo a Elena Gandolfi Negrini, una donna meravigliosa, un'amica instancabile.
Elena gli fu vicino sempre, soprattutto durante la sua lunga malattia e fino alla morte.
Sono di Elena le ultime omelie di Padre Turoldo trasformate in libri: Il Fuoco di Elia - Dialogo tra cielo e terra - Inquietudine dell'Universo - Oltre la foresta delle fedi.

Purtroppo la vita è un passaggio e tanti di questi amici non sono più con noi. La mia fede mi fa sperare che lassù, dove tutti prima o poi arriveremo, loro sono ancora insieme e magari cercano di darci ancora una mano.

PADRE CAMILLO DE PIAZ

Quando si parla di Padre David Maria Turoldo e dell'amicizia, non si può fare a meno di parlare di Padre Camillo de Piaz.

Amici fin dal primo giorno di seminario (P. Camillo arrivò al Santuario di Monte Berico l'11 settembre 1929, solo pochi giorni prima di P: David), rimasero tali per tutta la vita.

Condivisero lotte, solitudine, speranze, amicizie, delusioni.

Padre David parlando dell'amico Camillo, lo definiva sempre "la mia coscienza", lo riteneva un frate libero, attento e rispettoso.

Padre Camillo non è mai stato un istrione come Padre David, non aveva la voce tuonante ma era un tipo taciturno per natura, meno adatto ad apparire ma altrettanto colto ed attento ai problemi della gente.

Tutte le battaglie, le prese di posizione dentro e fuori della Chiesa sono state condivise tra loro: dalla Resistenza a Nomadelfia, dall'esilio alle rivendicazioni popolari.

Fu Padre Camillo il 6 febbraio 1992 a chiudere definitivamente gli occhi all'amico David.

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